martedì 5 agosto 2025

il mio libro "Alson misteri in sella"

 

                                                                    CAPITOLO I

            NON SEMPRE LE AZIONI NON RICHIESTE NON SONO GRADITE

 

Alessia non era una tipa come le altre.     

La sua passione per l’equitazione non ha mai influito sui voti scolastici, neanche                                                                                                                         

solita a vantarsene, cosa comune in altre ragazzine di 13 anni.

Alessia montava al “Vignale”, che era il suo maneggio, un po’ piccolo ma accogliente,

poche stalle ma spaziose. Per Alessia era un posto stupendo.

Non possedeva un cavallo ma montava il suo preferito di nome Unico. Lui era molto alto e

Saltava in modo eccellente, pur avendo solo 4 anni.

Ancora Alessia non gareggiava visto il suo poco interesse per le competizioni ma eseguiva

regolarmente i salti.

Lei cavalcava 2 volte a settimana, di cui solo una saltava. I suoi genitori erano contrari a

Comprarle un cavallo, lei non ha mai protestato, tutta via si trovava alla grande con Unico.

 

Ogni 2 anni faceva il centro estivo al maneggio e, l’ultimo anno, accadde qualcosa di strano,

soprattutto inaspettato.

Infatti, durante un giorno di primavera, la sua insegnante di cavallo parlò con suo padre,

anche se lei non sapeva di cosa, infatti di solito nella famiglia di Alessia Brown niente e

nessuno nascondeva delle cose, ma quella volta sembrava fosse cambiato qualcosa.

Dopo 2 giorni lo scoprì. Sua mamma, l’unica ha voler comprare un cavallo alla figlia, era

riuscita a convincere suo padre a prendergli un pony. Per questo erano andati a parlare con

La maestra.

Infatti una settimana dopo al Vignale arrivò un trailer con un pony pomellato di nome

Alson. Alson era: robusto, non molto alto e con 3 balzane, le 2 posteriori e la destra

anteriore.

Alessia non reagì come avrebbero fatto tutte le ragazze della sua età: ne sorrideva ne

piangeva. Continuava a guardare i suoi, che avevano espressione raggiante, dopo qualche

minuto nessuno più sorrideva e sua madre le chiese il motivo di questo suo disappunto,

ma lei non rispose e se ne andò.

 

Poi la mamma la raggiunse in casa loro e le disse: “tesoro non sei contenta che ti abbiamo

preso un pony?” “Non tanto perché… a me piace Unico” rispose Alessia. “A ok “rispose la

mamma.

 

Successivamente, Alessia, prese la bicicletta e andò in maneggio, dove trovò suo padre.

Gli disse: “scusa non dovevo comportarmi così”. “Non importa “gli rispose lui. Dopo chiese:

“ora vuoi provare Alson”? Lei annui. Poi suo papà gli ordinò di sellare il pony e lei eseguì.

Dopo andarono nel campo coperto e iniziarono a saltare.

Infine dopo essersi chiariti portarono via Alson e se ne andarono.

 

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